80 anni di Fendi
Come nelle favole più blasonate la trama si svolge a Palazzo. Interpreti un marchio, una città, una storia che ha già ottant'anni, ma è nel suo pieno fulgore. Occasione? Il compleanno dell'azienda in questione: Fendi. Due giorni di kermesse per celebrarne l'anniversario. Due mostre, due feste, due «autentiche» donne di famiglia, Carla Fendi e Silvia Venturini Fendi, in prima linea a godersi il meritato e confermato successo.
E come regalo lui, l'ottocentesco Palazzo Boncompagni Ludovisi, ora Palazzo Fendi, con tanto di doppia Effe a siglarne la facciata. Che si affaccia su largo Goldoni, un crocevia fra strade famose in tutto il mondo: Via Condotti, via del Corso, via di Fontanella Borghese. Ecco il nuovo quartier generale della creatività tutta italiana, la «casa» di un'azienda di prestigio che ha saputo coniugare al meglio tradizione e innovazione. Una filosofia che è risultata vincente e che si è tradotta anche nel restyling della nuova «dimora» a opera dell'architetto Peter Marino, costo 25 milioni di euro.
Un sofisticato e voluto contrasto tra antico e moderno, all'insegna di Giano bifronte. Il travertino lavorato a onde, gli specchi, le scale di vetro, il ferro brunito si mixano in un'insolita armonia che sposa al meglio il gusto italiano, la grandeur francese e l'eclettismo americano. E sì, perché dietro al nome Fendi c'è il colosso LVMH (Louis Vuitton Mo&eulm;t Hennessy), c'è la collaborazione con il genio creativo di Karl Lagerfeld, l'audacia di Peter Marino, il tocco di classe di Silvia, artefice del successo degli accessori Fendi. E c'è la supervisione di Carla Fendi, presidente dell'azienda, unica sorella restata in sede, delle cinque che avevano portato avanti l'eredità di mamma e papà, Edoardo ed Adele, che nel 1925 avevano cominciato l'avventura, partendo, con un piccolo laboratorio, proprio da via del Plebiscito, a pochi passi dal nuovo Palazzo. Una passeggiata di trecento metri che è durata già ottanta anni.
Tutto questo si è festeggiato a Roma con un party che ha richiamato nella capitale ospiti illustri, tra attori, vip e giornalisti. Il taglio del nastro l'ha fatto il sindaco Walter Veltroni, dietro di lui la «divina» Monica Bellucci e poi Tilda Wilson, Anna Galiena, Diego Della Valle, i principi Ruspoli, Matteo di Montezemolo,Jean Alesi, per la gioia di fotografi e televisioni all'assedio del tappeto giallo d'ingresso, versione capitolina del red carpet hollywoodiano.
Il cocktail si serve nella boutique, la più grande del mondo, a cui saranno adeguate le 116 sparse negli altri Paesi. Lo store si affaccia su un piccolo cortile con i sanpietrini, come dire che il cuore di Roma entra in casa Fendi, anche con il suo caratteristico acciottolato. Sulle lastre ondulate di travertino scorrono le immagini dei film legati alla maison; mentre fuori, sulle pareti del Palazzo che guardano sulla strada, sono gli scatti di William Klein a dare un'inedita immagine della città eterna con foto dei suoi protagonisti divisi per categorie: gli avvocati, i vetturini, i tassisti, i giornalisti, i nobili... E via così per 25 «quadri» che rappresentano i romani doc. Al piano nobile c'è tempo per ammirare dei magnifici decori floreali alle pareti, e poi su per le scale trasparenti, sotto una volta di vetri molati, per arrivare sulla terrazza con vista mozzafiato su via Condotti e Trinità dei Monti. Migliaia di peonie rosa e fucsia decorano i tavoli dove si gustano le prelibatezze dello chef Don Alfonso, arrivato apposta dalla costiera amalfitana per regalare suggestioni mediterranee. Si finisce a tarda notte con musica dal vivo e balli, replicati per la borghesia bene e i giovani rampolli romani la sera successiva: stavolta sono 600 gli invitati.
Saranno certamente tra i nuovi fashion addict delle inedite borse nate per siglare gli ottant'anni di Fendi. Si ispirano al Palazzo e ne rievocano interni ed esterni nei fregi, decori, colori pastello e dettagli sofisticati. I bassorilievi, gli affreschi, gli stucchi, i vetri rivivono nei materiali tipici di Fendi: la pelle lavorata in ogni modo, la pelliccia, le perle, le fibbie, i tessuti operati e ricamati, con tecniche innovative nel rispetto della tradizione. Palazzo Spy, Palazzo Bag de Jour e Palazzo Baguette, sono trionfi di artigianalità e creatività.
Un percorso che continua, quindi, un percorso che si può rivivere a Palazzo Ruspoli con la mostra FF, Fendi Film. È come riavvolgere la pellicola di un'immaginaria macchina da presa e del tempo, dove si conservano le sequenze più importanti di questo racconto. Scorrono le immagini de La dolce Vita ed addentrandosi tra le sale si ammirano quadri-collage delle lavorazioni più ardite, paltò e pellicce d'antan, che non hanno nulla da invidiare a quelle moderne, quadri realizzati con pellami e tessuti che rappresentano un inedito panorama romano, borse e accessori raffinatissimi. È la storia di Fendi, che in questi ottant'anni ha lasciato un'impronta e un segno indelebili, non solo nel mondo del fashion. Sfide e successi si sono alternati in quasi un secolo di attività che oggi ha nel nuovo quartier generale, la sede ideale per un nuovo racconto che parte sempre e comunque dal centro di Roma, città eterna che sin dagli esordi è nel cuore e nel Dna di Fendi.
Nella nostra photogallery, gli interni della nuovissima boutique di Palazzo Fendi. Nell'ultima immagine, da sinistra, Bernard Arnault, presidente e amministratore delegato del gruppo LVMH; Sidney Toledano, presidente e direttore generale Dior, Monica Bellucci, il sindaco di Roma Walter Veltroni e lo stilista Karl Lagerfeld.
(23 maggio 2005)
Nella foto, Palazzo Fendi
di sofia catalano
(00:00 - 23 mag 2005)
Leggi anche…
- Si scrive Denim, si indossa Jeans [Articoli]
- La bretella tira ancora [Articoli]
- La rivincita del crochet [Articoli]
- E adesso... Gipsy [Articoli]
- Zeppa mon amour [Articoli]









