Milano Moda Uomo: fiore all'occhiello
Come trasformare uno svantaggio in un'occasione unica? Ci pensa Donatella Versace. Basta un megaschermo in sala e il pubblico della sfilata può guardare la partita senza rinunciare alla moda.
Si sfila nell'intervallo tra il primo e il secondo tempo, poi si ritorna «in campo» mentre arrivano gli ospiti del secondo show e si esulta tutti insieme per la vittoria dell'Italia. Le telecamere di tutto il mondo riprendono una folla festante e urlante che ha decisamente perso l'aplomb tipico del mondo del fashion. Potenza del calcio e dello spirito nazionalistico!
Quando il match è finito si riparte e tornano in pedana gli uomini sensibili, sensuali, sicuri di Donatella. Uomini dall'aspetto quasi etereo nei loro abiti stropicciati in tessuti chiarissimi, ma uomini con un'«anima d'acciaio», come il filo sottile che rende possibile l'effetto traslucido dei tessuti; uomini vincenti perché capaci di difendere le proprie idee anche nelle difficoltà. Ecco l'esempio di maschio Versace. Un individuo vero, che non è concentrato sui muscoli e dimostra la sua virilità con uno sguardo e con il cervello. Non rinuncia certo alla sua aria sexy e sceglie pantaloni a vita bassa, con sottile cintura lavorata e lunga camicia sgualcita ad hoc, giacca accostata al corpo, ma mai troppo stretta. Un tocco di luce? La cravatta bicolore, verde acido e viola, portata «staccata» dal collo, in modo informale, o dei «lampi» di tinte fluo sui pull leggerissimi. Omaggio a all'artista Dan Flavin, straordinario americano che usava le luci del neon per rappresentare la profondità interiore.
Un uomo romantico? Forse. Così è certamente quello di Antonio Marras che adora il tango e le rose, tanto da portarne una in seta, colorata, su ogni mise: giacca corta effetto bolero, camicia candida con un tocco patchwork, pantaloni ampi.
La rosa all'occhiello è un must anche per il duo Frankie Morello che pensano ad un giovanissimo uomo ironico e allegro che adora un look casual/chic, declinato in denim traslucido mischiato al tessuto per le giacche formali, la felpa per blusotti blu e rosso lacca, il raso per i pantaloni da jogging in versione sera.
La sera di Gianfranco Ferrè lascia invece a bocca aperta per gli opulenti ricami di fiori e foglie in micropaillettes opalescenti, sullo sprone delle camicie candide, abbinate ai pantaloni in seta color delle spezie. L'architetto per il giorno propone invece i suoi abiti «formali» grigio antracite dalle proporzioni impeccabili e poi infinite proposte in bilico tra lo stile città e lo sportswear più chic. È il trionfo dell' homme couture , evoluzione di uno stile.
La comodità del caftano affascina invece l'uomo di Carlo Pignatelli che sfila in un ricreato ambiente magrebino in dejallaba lungo o corto in tinte naturali. Per lui anche smoking chiari o scuri da portare sempre con sofisticate sneakers.
Omaggio a Freddy Mercury da Emporio Armani. Il suo ragazzo con baffetti e occhi segnati dal kajal passa volentieri dall'informale al formale usando una palette di colori che predilige il grigio e il nero con tocchi di rosso. Scarlatto come il simbolo «Armani Club» a siglare giacche aderenti e profili di pull e felpe dall'aria college, rivisitata. Il finale è un benaugurante We are the champion con pallone d'oro.
Nella foto, modelli Carlo Pignatelli e Gianfranco Ferrè
(27 giugno 2006)
di sofia catalano
(00:00 - 27 giu 2006)
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