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10:02 - giovedì 17 maggio 2012


Jenny Packham

Jenny Packham
Modello Lola
Un abito con un corpino a sottoveste che racchiude delicatamente la figura per poi aprirsi nella ricchissima e soffice gonna ornata da fiori concentrici di tulle e cristalli

Sposa da Oscar

Non più solo l’abito, ma l’accessorio, i fiori, il catering, il corso di portamento, la lista nozze, insomma tutto quello che serve a tramutare il Sogno in realtà. A rendere il giorno del matrimonio indimenticabile. Tutto questo è andato in scena a Milano, durante Io Sposa, fiera-evento di Condè Nast che ha dato una visione completa di ciò che fa tendenza per le nozze.

Se parliamo di abiti l’input è chiaro: semplicità. Basta colori, fiori, decori, pizzi e ricami. «Il vestito da sposa torna pulito, lineare, liquido, scivolato - conferma Giuliana Parabiago, direttore di Vogue Sposa - Finita anche l’era del bustier, si prediligono linee scivolate, sinuose, che si muovono ondeggiando intorno al corpo. Abiti di ispirazione anni ’30, ricchi di plissettature, anche come dettagli sul velo che è sempre trasparente e semplicissimo». Un particolare? La profonda scollatura sulla schiena a esaltare la parte del vestito che in chiesa si mostra per più tempo. Anche questa movimentata da linee sinuose o dettagli.

A questa idea di fluidità, liquidità, si adegua anche il bouquet, che diventa tondo, fatto di fiori misti, ma talmente stretti tra loro da sembrare una sola corolla, da cui partono sottilissimi fili di ferro ricoperti da piccoli boccioli e con nastri pendenti, per un movimento ondeggiante.

Da segnalare l’abito in platino di Domo Adami, realizzato con abilità manuale giapponese, che ha trasformato il metallo più raro e puro in sottilissimi fili che hanno dato vita a uno straordinario tessuto, per un capo ricchissimo, da un milione di euro.

La stilista siciliana Mariella Gennarino ha approfittato invece della Festa della patrona della città, S. Agata, per dedicare la sua inedita collezione ai ceri votivi. L’interpretazione in moda traduce il culto in vestiti plastici. fatti di piccole incrostazioni di merletti, pizzi, ricami, come gocce di cera colate sul fusto della candela. Diverse fra loro ma che formano un gioco di decori ogni volta unico e affascinante, una fusione di misticismo e creatività.

A sinistra in altro un modello di Jenny Packham


di sofia catalano

(16:25 - 14 feb 2007)




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