Vestiranno alla francese
Fuochi d'artificio a suon di rock per la maison Dior, rivoltata come un calzino e rinvigorita dalla cura ultradecennale di John Galliano; rigore snobbish da signorina bene anzi benissimo per Chanel, affidata come sempre alle cure del kaiser Lagerfeld. Nel frattempo, Jean-Paul Gaultier riedita gli ormai celeberrimi seni a punta, già iconizzati da Madonna all'inizio degli anni '90 in una delle sue camaleontiche trasfigurazioni.
E poi Christian Lacroix, a conti fatti uno dei pochi couturier veracemente francesi ad aver animato le passerelle dell'alta moda parigina. Un club sempre più ristretto, come la clientela che può permettersi certi abiti-scultura, ma anche ostinatamente attaccato a un'idea di lusso che per essere tale non può diventare "per tutti". Alla ricerca dunque di una via di mezzo, che porta dritto in Italia. Non solo perché nel frattempo il circo mediatico della moda si è già spostato sotto il Cupolone per AltaRoma, la kermesse capitolina, ma anche perché il Bel Paese, a Parigi, è protagonista da tempo.
Con stilisti giovani e da esportazione come Riccardo Tisci, direttore creativo di Givenchy, o con i "senatori" alla Armani e alla Valentino, che proprio a Parigi ha dato l'addio all'alta moda, il "regno dei sogni" del quale è stato uno dei sovrani illuminati e compiaciuti, come un vero Re Sole.
di e.f.
(19:02 - 27 gen 2008)
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