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02:24 - venerdì 03 settembre 2010


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Antoine Peters

Antoine Peters

Intervista a Antoine Peters

A meno di 30 anni, lo stilista olandese Antoine Peters, promette davvero bene. Laureatosi presso il Fashion Institute di Arnhem, le « Petit Antoine » è considerato come uno dei più promettenti fashion designer olandesi della sua generazione e conta già tra i 100 stilisti internazionali più innovativi del momento. In tanti, scommettono sul suo stile stravagante, colorato, ironico talvolta irriverente. La sua è una genialità creativa, eccentrica quanto si deve, mai eccessiva, che ricorda , a modo suo, quella di un defunto Alexander Mc Queen o quella di un Jean-Paul Gaultier . Un percorso da seguire con attenzione. Un personaggio a colori, sempre sorridente, carico di positività e di energia, decisamente fuori dal coro. Che si diverte. Tutto da scoprire insieme a Dellamoda.it.


Antoine Peters visto da Antoine Peters.
Cerco di creare un'eleganza positiva, giocosa e rinnovata. Le mie creazioni portano una ventata d'aria fresca, per il loro concetto ma anche, letteralmente, per il design stesso. Il mio motto è «one size fits all elegance». Il mio è un mix creativo di casual e sofisticato. Voglio far sorridere.

Nel 2006, sei diventato famoso in quanto fotografo del progetto «A sweater for the world». Puoi raccontarci qualcosa in merito?
Sweater for the world
è una felpa per due persone il cui obiettivo era quello di fotografare il più grande numero possibile di persone diverse che la indossavano. Questa serie di immagini mostra un mondo fatto di tipi di stili differenti, di età, di punti di vista, di valori, di religioni e immaginazione. Cosa c'é di più personale che condividere una felpa che vi offre sicurezza, protezione e nasconde il vostro corpo, e spesso, perfino la vostra personalità, con qualcun altro?

La fotografia è tutt'oggi un tuo hobby?
Non esattamente. Preferisco dedicarmi alla creazione di nuove collezioni. Scatto tuttavia molte fotografie come fonte di ispirazione. Il mio iphone è pieno di istantanee.

Quanti anni avevi quando sei stato coinvolto nell'industria della moda per la prima volta?
L'ho scoperto appena mi sono messo a pensare a che cosa avrei fatto, finito il liceo. Amavo la moda e amavo disegnare benché fossi, in realtà, un pessimo disegnatore! All'Accademia usarono perfino un mio disegno per dimostrare alle persone che non era obbligatorio essere necessariamente bravo a disegnare per frequentare la scuola e diventare stilista. È stato un momento assai spiacevole. Subito dopo l'Accademia e il mio tirocinio, sono stato chiamato per partecipare alla Fashion week di Amsterdam. Avevo 25 anni se non ricordo male.

Quando hai esordito con la tua prima collezione?
Alla fine del 2006, il mio primo progetto è stato presentato all'Amsterdam Fashion Week. All'inizio del 2007, ho presentato la mia prima vera collezione battezzata « Le petit Antoine ».

Le tue collezioni sono molto divertenti. Nella vita privata, Antoine Peters è un ragazzo positivo e divertente anche lui?
Odio quando le persone si lamentano. Non indosso mai capi neri, amo le stampe e la pop art. Non sono uno che racconta le barzellette ma mi piace molto l'humour. Almeno la mia ragazza mi trova divertente. Mi basta.

Gira voce che ti annoti tutte le idee su un taccuino che hai battezzato 'Le petit Antoine ». E' vero?
Si. Le idee mi vengono sia di giorno che di notte. Devo fissarle perché ho una pessima memoria ! I miei diari trattengono i miei sogni o, come dico, il piccolo Antoine che vive in me, vive in un mondo dove tutto è possibile. (La notte mi mando delle email e degli schizzi dal mio iphone per non svegliare la mia ragazza. Così ogni mattina, ricevo abbastanza mail da me stesso). E per il fatto che il mio nome è francese e che suona bene, mi piace scarabocchiarlo su ogni copertina.

Cosa ti rende felice nel tuo lavoro?
Creare! La professione di stilista è una delle professioni più creative al mondo per il misto di tutte le diverse discipline, e per le restrizioni e i limiti ai quali sei sottoposto allo stesso tempo. Ma quello che mi rende più felice è la possibilità di fare cambiare le cose nel mondo. Diffondendo un piccolo sorriso.

Cosa ti rende felice nella vita quotidiana?
Un sorriso. I miei amici e la mia famiglia. Suonare musica e giocare a calcio.

Le tue creazioni sono molto colorate. Sei un amante dell'arte?
Mi piace molto l'arte. Non ho ancora i soldi per comprarmi le cose che vorrei. Ma ho qualche pezzo che ho scambiato contro un abito. Altri li ho creati io stesso. Mi piace essere colpito da una forma, da un colore o da un testo. Per me tutto può diventare arte. Da Jeff koons, Murakami, Marcel Wanders a David Bowie, Daft Punk, Dick Bruna, Bansky o Alber Elbaz.

Secondo te, perché la scuola olandese di moda è cosi diversa da quella italiana?
Per la sua filosofia ! E specialmente per chi, come me, proviene da un'Accademia delle arti come quella di Arnhem. Abbiamo spesso bisogno di altre ragioni che la sola bellezza per creare.

Sei ancora molto giovane e sei già considerato come uno dei fashion designer più promettenti. Come vivi questa cosa?
È un onore essere citato in questa bibbia della moda (« 100 new fashion designers » di Hywel Davie). È bello ma allo stesso tempo è una di quelle piccole cose che ti obbligano a lavorare ancora più sodo.

Hai collaborato in passato alla rivista olandese « Avantgarde ». Ti consideri uno stilista avanguardista?

Cerco sempre di creare valore aggiunto, qualcosa che non esiste ancora. Voglio respingere i miei limiti in tutto quello che faccio. Questo viene chiamato Avanguardia? Non mi piace la parola. Sembra polverosa.

Quali sono i tuoi colori, materiali e tagli preferiti?
Amo tutti i colori. Specialmente i colori primari, preferibilmente mixati su tessuto stampato. Per quanto riguarda i materiali, mi piacciono quelli che vestono in modo confortevole come i jersey e i jogging di seta e il raso elasticizzato. Per me, i tagli sono sempre un punto di partenza importante. Inizio dai disegni e poi comincio a modellare per ottenere un drappeggio strutturato in cui eleganza e confort si mescolano.

Sei cresciuto con il modello di qualcuno che ammiravi in modo particolare?
I miei genitori sono i miei più grandi modelli. Possiedono la loro azienda e sono dei grandi lavoratori. La mia musa è un mix tra Scarlett Johansson e Grace Kelly.

Cosa ti rende particolarmente orgoglioso di essere olandese?
Essere aperto, avere lo spirito imprenditoriale e i tifosi arancioni che invadono le città straniere.

Che tipo di relazione intrattieni con l'Italia?
Ottima! Sono stato finalista al Mittelmoda due anni di fila. Sono stato a Milano un paio di volte e amo la città. Spero di tornarci sempre più spesso.

Sogni di sfilare presto a Milano?
Voglio conquistare il mondo intero. Quindi anche Milano. Non so se sia il posto migliore per me per sfilare, a causa del mio stile liberale, ma dopo tutto quello che viene, viene.

Chi è la donna perfetta per lo stile Antoine Peters?
Qualcuna che dentro di se, si sente ancora un po' piccola Una donna che ama i colori ma anche i tagli speciali e i dettagli. I modelli saranno disponibili anche in nero.

www.antoinepeters.com

di Hélène Battaglia

(11:21 - 03 giu 2010)


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