Fendi
Casa italiana di pellicce e pelletteria. La doppia F è uno dei primissimi marchi del made in Italy a diventare famoso nel mondo. L'azienda nasce nel 1925, a Roma: un piccolo negozio di borse e pellicceria con annesso laboratorio, in via del Plebiscito. I fondatori Edoardo e Adele Fendi svilupperanno e potenzieranno la loro attività negli anni '30, ma sarà la seconda generazione, rappresentata dalle cinque sorelle Paola, Anna, Franca, Carla e Alda, ad apportare nuove energie e nuove idee negli anni del boom. È il '64 quando Fendi apre il suo punto vendita storico nel cuore della capitale, in via Borgognona. L'anno successivo segna l'inizio della collaborazione con Lagerfeld, succeduto a Bert e a Cruz, e anche la nascita della griffe con la doppia F. Interpretando i suggerimenti delle cinque sorelle, Lagerfeld comincia il lungo e laborioso processo che porterà alla trasformazione del concetto stesso di pelliccia. Viene così reinterpretato, ridisegnato, plasmato, destrutturato e reinventato un capo tradizionalmente considerato pomposo, elegante, prezioso, ingombrante e non sempre facile da indossare. La pelliccia viene sdrammatizzata e acquista morbidezza, disinvoltura, vestibilità, reversibilità. Parallelamente procede la ricerca di nuovi materiali, nuovi trattamenti, tecniche sperimentali, inediti processi di concia e tintura, intarsi, intrecci, impunture, rasature, lavorazioni geometriche, di pari passo con la riscoperta e l'utilizzo di "peli" dimenticati e trascurati in quanto considerati poveri. Anche la borsa, pur se preziosa, abbandona, nell'interpretazione Fendi, la sua immagine di status-symbol per diventare più funzionale. La pelle viene stampata, tinta, intrecciata. Alle doppie F nero e fango, di immediata riconoscibilità, si affiancano il rigato e il disegno dama. Nei '70, viene inventata la granapaglia, una sorta di vitello graffiato da una speciale lavorazione. Nascono poi le linee Giano, Astrologia, Pasta e infine Selleria, completamente artigianale in esemplari numerati. Nell'87, scende in campo la terza generazione a lanciare la linea Fendissime, pellicce ma anche sportswear e accessori, studiata per un mercato giovane. Due anni più tardi viene inaugurata la prima sede diretta negli Usa, a New York, sulla Fifth Avenue. Dopo i profumi, nasce la linea Fendi uomo, mentre l'impero delle cinque sorelle si arricchisce di numerose licenze, dalla maglieria ai costumi, ai jeans, agli ombrelli, agli orologi, agli occhiali, alle ceramiche, all'arredo, alla biancheria per la casa: complessivamente una ventina, oltre alle linee di pellicceria e di pelletteria. Circa l'80 per cento della produzione viene esportato. In Italia e all'estero si contano un centinaio di boutique e circa 600 punti vendita, con un fatturato nel '99 di circa 600 miliardi, che colloca Fendi al quarto posto per importanza tra i marchi del prêt-à-porter italiano. Fendi ha realizzato pellicce di scena sia per il cinema sia per il teatro: fra i numerosi film e produzioni, vanno ricordati Gruppo di famiglia in un interno ('74) e L'Innocente di Visconti ('76), La vera storia della Dama dalle camelie di Bolognini ('80), La Traviata di Zeffirelli ('83), Interno Berlinese di Liliana Cavani ('85), la Carmen ('86), L'età dell'Innocenza di Scorsese ('93), Evita di Parker (1996). Nell'ottobre del '99, dopo infinite voci di cessioni, la maison è passata sotto il controllo di Prada e di Bernard Arnault. La gestione, la regia restano nelle mani della famiglia Fendi. Sul finire del '99, Fendi è al centro di molti appetiti d'acquisto.
La terza generazione significa Silvia Venturini Fendi che, affiancata dal talento di Karl Lagerfeld, è responsabile della collezione femminile, di stagione in stagione sempre più innovativa, sempre più alimentata dalla ricerca, soprattutto per quanto riguarda le pellicce, must della casa che appartiene alla scuderia Lvmh. Per l'inverno 2003-2004 va ricordato per esempio il persiano definito "sottovuoto", in un involucro di pvc a bolle, genere imballo, d'effetto ghiacciato e, contemporaneamente, luminoso (proposta "shining" allargata anche all'uomo). Oppure altre pellicce coloratissime, lavorate a intreccio come un canestro. Il taccuino delle invenzioni annota poi la volpe tagliata a strisce e riassemblata con piccoli elastici, giubbotti con ciuffi di pelo, visoni depilati dai dettagli verniciati ad olio. E, ancora, pelliccia "farcita", areata, scaldata; giacchini e cappotti gonfiati, lucidati: un lusso giocoso e trasformista che cammina dentro moon boots, entrati nella quotidianità metropolitana. Sempre un'attenzione particolare agli accessori: protagonisti dell'estate 2003 i sandali con il tacco illuminato da lucine intermittenti, come nell'albero di Natale, insieme al borsone ispirato all'antica Roma guarnita di rostri d'argento, battezzata "Biga bag". (Lucia Mari)
2000, luglio. Lvmh acquista in joint venture con Prada (Lvp Holding) il 51 per cento della società della famiglia Fendi.
2001, gennaio. Joint venture con Aoi, da 30 anni distributore del marchio in Giappone. La nuova società Fendi Japan K:K: sarà sul mercato a partire dalla collezione primavera-estate 2001.
2001, giugno. Nel quartiere londinese di Knightsbridge, si inaugura al 20-22 di Sloane street la nuova boutique Fendi: pavimento in ferro crudo, pannelli neri, tavoli marroni.
Prada cede a Lvmh la quota acquistata nel luglio 2000.
2001, dicembre. L'anno si chiude con una perdita di 20 milioni di euro.
2002, gennaio. Le sorelle Fendi iniziano a cedere le varie quote a Lvmh.
2002, giugno. Fendi Uomo collezione primavera-estate 2003 sarà prodotto per 5 anni da Ma.co. azienda di Soragna (Parma).
2003, maggio. Il 67 per cento di Lvmh aumenta, con una quota aggiuntiva del 17 per cento, sino all'84 per cento. Delle cinque sorelle Fendi, unica socia azionista di rilievo resta Carla Fendi.
2003, maggio. La mostra Goddess al Metropolitan Museum, nella sede del Costume Institute, uno fra gli eventi più prestigiosi della primavera newyorkese, ha esposto due abiti, donazione dell'Archivio Fendi." (Gabriella Gregorietti)
di (Laura Laurenzi)
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