Baldini Castoldi Dalai editore

Ricerca nel sito

ricerca avanzata


Home > Dizionario della moda > Saint-Laurent

10:52 - martedě 09 febbraio 2010


Saint-Laurent

Yves (1936). Stilista francese. Nasce a Orano in Algeria. Il suo ingresso nel mondo della moda avviene nel 1957, quando il ventunenne assistente di Dior viene chiamato a succedere al maestro che è morto di infarto in un albergo di Montecatini. La collezione Trapezio consacra il giovane designer, appena diplomato all'École de la Chambre Syndicale de la Couture di Parigi, come l'enfant prodige dell'alta moda francese. Il suo stile si distingue da quello del suo predecessore per la sicurezza del taglio sartoriale e per le linee morbide ma essenziali, che evidenziano la sua totale indipendenza nel panorama della moda francese e la sua marcata individualità. La collaborazione con la maison Dior dura fino al '60, quando Saint-Laurent viene chiamato a prestare il servizio militare in Algeria. È là che dall'amico e futuro socio Pierre Bergé riceve la triste notizia che la Christian Dior lo ha sostituito con un nuovo disegnatore, Marc Bohan. Tornato a Parigi, decide di mettersi in proprio. Con l'aiuto di Bergé e di un finanziatore americano, J. Mack Robinson, il 20 gennaio 1962 apre ufficialmente il suo atelier in rue Spontini, presentando la sua prima collezione firmata. Il successo è immediato. I suoi modelli sono acquistati dall'alta borghesia francese e dai compratori dei department store americani, che gli riconoscono il pregio di una linea non troppo elaborata ma ricercata nei tessuti, mentre la stampa del settore osanna i suoi tailleur dal taglio impeccabile, ritenuti gli unici veri concorrenti dello stile Chanel. Le collezioni successive prendono spunto dalla storia, dall'arte, dalla letteratura; testimoniano la sua passione per il mondo della cultura e, in particolare, per il teatro, per il quale realizza più volte i costumi. L'opera di Matisse ('81), i dipinti di Picasso ('79), la Pop Art ('66), persino gli scritti di Marcel Proust che suggeriscono gli abiti in taffetà dell'inverno '71-72, gli offrono continui temi di ispirazione. Il minimalismo e la geometria delle opere di Mondrian influenzano nel '65 una delle collezioni più fortunate, caratterizzata da linee rigorose, abiti diritti di jersey, im"permeabili di vinile. La collezione del"l'in"verno '76, dedicata ai "Balletti russi-Opéra", s'impone a livello internazionale e viene definita dal New York Times, "rivoluzionaria, destinata a cambiare il corso della moda". L'origine esotica di Saint-Laurent, gli anni di formazione trascorsi a diretto contatto con il mondo arabo sono alla base del fascino che l'Oriente esercita sul suo stile. La forza e l'abbinamento insolito dei colori, l'opulenza dei tessuti e la ricchezza dei ricami, la fantasia degli stampati e di alcuni indumenti di matrice etnica, come la giacca sahariana o il djallabah, sono segni riconoscibili della sua firma, combinati tuttavia a un grande rigore formale. Sulla scia di questo rigore formale è da interpretare la propensione di Saint-Laurent, come Chanel prima di lui, di includere nell'abbigliamento femminile tagli sartoriali e capi tratti dal guardaroba dell'uomo. Nel '66, lancia per la sera lo smoking da donna, un semplice insieme nero con giacca dai risvolti in raso e gonna o pantaloni, da indossare in alternativa al tradizionale abito lungo, che diventa un classico di ogni sua collezione. Nel '64 crea il profumo da donna Y il primo di una lunga serie fortunata, che comprende dei best-seller fra cui YSL pour homme ('71), Rive Gauche ('71), Eau Libre ('75), Opium ('77), Kouros ('81). Nel '78 dà il proprio nome a una linea di bellezza, che permette al marchio di entrare nel mondo della cosmetica e, dal '92, sceglie il volto dell'attrice francese Catherine Deneuve, sua cliente dagli anni '60, per la propria immagine pubblicitaria. Saint-Laurent e Bergé sono fra i primi a introdurre nel mondo dell'alta moda una politica commerciale oggi ampiamente diffusa, la costituzione nel '66 della linea di prêt-à-porter Yves Saint-Laurent Rive Gauche, distribuita in negozi gestiti in franchising. Fin dall'inizio si propone non come un succedaneo dell'alta moda, ma come un settore di grande creatività, che immette sul mercato modelli ricercati e originali. La produzione viene affidata a C. Méndes, un'azienda che si era affermata per la realizzazione del prêt-à-porter di altre griffe, come Patou, Grès, Chanel. La scelta di avere un unico fornitore per la confezione dei prodotti, che lavorerà in esclusiva per il marchio, risulta un'ottima intuizione, all'avanguardia per i tempi. Il successo procura nel '70 alla Yves Saint-Laurent Rive Gauche il primato dell'esportazione nella moda pronta femminile di lusso. Nel dicembre '82, il settore si espande con la creazione di una seconda linea, Variation, e il fatturato aumenta per la concessione di licenze, studiate in modo da rispettare i colori, il design e l'immagine Saint-Laurent. La sede di rue Spontini risulta a questo punto insufficiente e viene spostata in avenue Marceau al n.5. Mentre i musei di tutto il mondo, dal Metropolitan di New York nell'83 al Musée des Arts de la Mode a Parigi nell'86, al Sezon Museum of Art in Tokyo nel '90, al Musée de la Mode di Marsiglia nel '94, dedicano mostre retrospettive allo stilista e celebrano la sua creatività come uno dei massimi contributi alla storia della moda. Il Gruppo nell'89 viene quotato alla Borsa di Parigi. La proprietà è oggi nelle mani di Franµois Pinault e fa parte della holding P.p.r.

1999. La società fa parte del"Gruppo Gucci.

2002, gennaio. Sulla passerella del Centre Pompidou Saint-Laurent esce definitivamente di scena con una strepitosa sfilata retrospettiva corredata da 300 modelli di ieri e di oggi: la commozione in sala è altissima, soprattutto quando, sul finale Catherine Deneuve canta per il suo amico di sempre Ma plus belle histoire d'amour c'est vous. Saint-Laurent ha letto una lunga e personalissima lettera d'addio: "Credo di non aver mai tradito il ragazzo che mostrava i suoi schizzi a Christian Dior con il massimo della trepidazione (...) ho vissuto per questo mestiere, l'ho sempre amato e rispettato fino in fondo; la moda non è un'arte ma ha bisogno di un artista per esistere, gli abiti sono sicuramente meno importanti di musica, architettura e pittura, ma era ci& che sapevo fare e che ho fatto, forse, partecipando alle trasformazioni della mia epoca. Oggi non si lavora più solo per rendere le donne più belle ma anche per rassicurarle. In molti soddisfano i fantasmi del loro ego attraverso la moda, mentre io ho sempre voluto mettermi al servizio delle donne, servire i loro corpi, i loro gesti, le loro stesse vite". Della sua vita, lo stilista ha detto: "Ho conosciuto quei falsi amici che sono i tranquillanti e le droghe, la prigione della depressione e delle cliniche. Faccio parte di quella che Marcel Proust chiama: "La magnifica e lamentosa famiglia dei nevrotici"".

2002, dicembre. Con i suoi 850 metri quadrati di superficie di vendita, il nuovo Yves Saint-Laurent Rive Gauche aperto a Milano diventa il più grande store europeo della nota griffe francese. Lo spazio al 27 di via Montenapoleone (ex Gucci) sostituisce quello già esistente di via Verri 8, dove invece subentrerà il negozio Alexander McQueen.

2002, dicembre. Saint-Laurent e il suo braccio destro Pierre Bergé ottengono il riconoscimento di utilità pubblica per la loro Fondazione che occuperà l'immobile di avenue Marceau. Da questo momento lo stilista si concentrerà sulle attività della Fondazione, dove sono conservati 5 mila abiti e 15 oggetti delle collezioni private Saint-Laurent e Bergé. La Fondazione creerà borse di studio e organizzerà mostre legate alla moda e agli artisti contemporanei. (Adele Melzi)

di (Stefania Ricci)


Dizionario della moda

Dizionario della moda

Baldini Castoldi Dalai editore

Il Dizionario della Moda, curato da Guido Vergani, raccoglie oltre quattromila voci.

Fashion Dictionary

Fashion Dictionary

Baldini Castoldi Dalai editore

La versione inglese dell'ormai indispensabile Dizionario della moda.


Condividi su Condividi su Facebook! Aggiungi a del.icio.us! Aggiungi a google! Aggiungi a Segnalo! Segnala su OkNotizie!

Stampa

invia ad un amico


Login

Non sei registrato?

» registrati

Hai dimenticato la

» password?


Da non perdere

The Blind Side

Cinema

The Blind Side

Andrea Tich - Siamo nati vegetali

Rock

Andrea Tich - Siamo nati vegetali

Grandi firme al servizio della scena

Teatro

Grandi firme al servizio della scena

Il favoloso mondo di Os Gemeos

Arte

Il favoloso mondo di Os Gemeos

G7, una ripresa globale

Economia

G7, una ripresa globale

contatti / collabora con noi | pubblicità

© Baldini Castoldi Dalai editore