Guru: Matteo Cambi in carcere
La margherita ha reclinato il capo. Jam Session, la società che controllava il marchio Guru, è stata dichiarata fallita dinanzi al Tribunale di Parma. Poche ore dopo, la Guardia di Finanza ha provveduto a porre agli arresti Matteo Cambi, il giovane patron (oggi trentunenne) del brand emiliano.
La richiesta di fallimento ha fatto seguito all'accertata impossibilità di un concordato preventivo, procedura ammessa dalla legge ma solo a certe condizioni. Jam Session era detenuta al 60% dai coniugi Gianluca Maruccio De Marco e Simona Vecchi, quest'ultima madre di Matteo Cambi, il quale ne controllava il restante 40%. Il passivo della società rilevato al 31 marzo scorso era pari a quasi 153 milioni di euro, contro un attivo di circa 130 milioni. Sulla base di tali numeri, i giudici Stellario Bruno, Giampaolo Fabrizzi e Giuseppe Coscioni hanno rigettato l'istanza di concordato preventivo richiesta dalla società, aprendo così la via al fallimento.
Le indagini delle fiamme gialle avrebbero messo in luce un "buco" di svariati milioni di euro, che andava in buona parte ad alimentare l'elevato tenore di vita di Cambi, avvezzo ai party esclusivi, alle macchine sportive e a cambiare spesso fidanzata. Tra i flirt che gli sono stati attribuiti, ci sono quelli con Mascia Ferri del GF, la top model Kate Nauta, Eleonora Benfatto, Arianna Marchetti, Fernanda Lessa, Elisabetta Gregoraci, Vera Pisu, Flavia Vento, Stefania Orlando e Silvia Costantini. Fra i reati contestati ai tre vi sono bancarotta fraudolenta, evasione fiscale, false fatturazioni e false comunicazioni. L'arresto si è reso necessario per evitare il pericolo di fuga.
Ora i dipendenti del gruppo tessile, comprensibilmente in ansia per il posto di lavoro, affidano le loro speranze a una società indiana. Poco tempo fa, Guru era infatti stata ceduta al gruppo tessile Bombay Rayon Fashions, per un importo pari a 33 milioni di euro. Pare che nel contratto di vendita sia stata inserita una clausola che impegnerebbe i nuovi manager all'acquisto anche in caso di concordato o fallimento, il che lascerebbe aperto uno spiraglio sul futuro produttivo della'azienda con sede a Parma.
In ogni caso, si chiude qui una vicenda che, dal nulla, aveva portato Matteo Cambi a essere uno dei giovani manager più corteggiati d'Italia e il logo della margherita a campeggiare su insegne di prestigiose boutique di tutto il mondo, dagli Usa alla Piazza Rossa di Mosca.
(13:00 - 13 lug 2008)
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