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12:39 - venerdì 10 settembre 2010


Madame Haute Couture

Debutto da cardiopalma per Alessandra Facchinetti nell'alta moda parigina, regno incontrastato di Valentino, del quale ha preso il posto alcuni mesi fa. A soli trentasei anni, la figlia del Pooh Roby, aveva ad attenderla un parterre da grandi occasioni, guidato da Giorgio Armani (uno che non si concede spesso ai défilé altrui); e poi Diego Della Valle, Margherita Missoni, Bryan Adams e tante altre celebrità.

Diplomata all'Istituto Marangoni di Milano, Alessandra è entrata a far parte del gruppo Prada nel 1993, come brand coordinator delle collezioni Miu Miu donna e uomo. Di particolare rilievo per la sua formazione sono stati gli anni trascorsi al fianco di Tom Ford da Gucci fra il 2000 e il 2005. Dopo l'addio dello stilista texano, Alessandra ha avuto l'opportunità di assumerne il ruolo, ma quell'esperienza non si è risolta in modo positivo, forse perché aveva ancora bisogno di perfezionare il proprio stile. Opportunità offertale da Remo Ruffini e dallo storico brand Moncler, di cui Alessandra ha contribuito a ridefinire lo stile con la linea Gamme Rouge. Acquisita una nuova consapevolezza dei propri mezzi, Facchinetti era pronta per un altro grande salto nella moda totale. Che nel suo caso ha avuto il nome di Valentino. Il quale, pur non avendo preso parte alla sfilata, ha fatto i suoi migliori auguri alla giovane stilista.

La collezione, dunque. Salutata da applausi calorosi, ha saputo imporre una propria cifra stilistica, senza rinunciare alla proverbiale cura artigiana trasfusa nella confezione degli abiti, ancora opera delle mani fatate di sarte impareggiabili che hanno accompagnato Valentino per decenni. Femminilità lunare, meno romantica di quella del maestro, ispirata alle tele di Van Dyck, con il candido tailleur sagomato che termina nella gonna a palloncino a far da capo-guida, e poi altri arditi tagli che contribuiscono a conferire personalità all'insieme, anche se avranno spiazzato alcune fra le clienti più affezionate della maison.

La cura dei dettagli è maniacale, estendendosi al trucco delle modelle in passerella, curato fin nella patina di cipria Coty che ne ricopriva le gambe. "Un'attenzione che nasce dal bisogno di fermarsi per prendersi cura di sé, un elogio alla lentezza... Contro i ritmi schizzati della vita di oggi", chiarisce Alessandra. E nell'uso del termine "schizzato", che Valentino non avrebbe mai pensato di utilizzare, sta forse la chiave di un rinnovamento dello stile della casa che si nota anche nel paltò a uovo le cui sfumature di colore sono ottenute - udite udite - spruzzando la tinta con la bocca attraverso una cannuccia. Ogni capo sarà realizzato al massimo in due esemplari, che comunque non saranno mai perfettamente identici.

Neanche un pantalone in passerella. Sarà per questo che re Giorgio, richiesto di un parere sulla collezione, pur promuovendo a pieni voti la giovane collega, ha detto: "Molto ricercata, speciale, gran lavoro, ha stile e una grande personalità. Alcuni vestiti mi sono piaciuti, altri meno." C'era bisogno di un occhio femminile, ha aggiunto lo stilista. E ha ragione, dal momento che Alessandra è l'unica donna a far parte oggi dell'Olimpo dell'alta moda parigina. Non male, per una che vede la soglia dei fatidici quarant'anni ancora piuttosto distante.

di e.f.


Valentino haute couture A/I 08-09
Valentino haute couture A/I 08-09
Valentino haute couture A/I 08-09
Valentino haute couture A/I 08-09
Valentino haute couture A/I 08-09
Valentino haute couture A/I 08-09
Valentino haute couture A/I 08-09
Alessandra Facchinetti

(15:28 - 21 ago 2008)


I VOSTRI COMMENTI

  • 1. vitty scrive alle 00:29 - lun 25 ago 2008

    Io vorrei sapere cosa ne dicono le clienti di Valentino! E' uno scenpio al suo nome. La signora è solo in cerca di notorietà. Cosa ne è rimasto dello stile valentino? Inequivocabilmente femminile e raffinato al contrario di queste donne-larva. Sicuramente la Facchinetti non è dotata di una grande sensibilità altrimenti avrebbe saputo interpretare in maniera migliore questo nome, che non è solo tale, ma un pezzo della storia della moda italiana, di classe.


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