Fashion v Sport a Londra
Nell'antica Grecia, la culla dei Giochi Olimpici, gli atleti erano soliti gareggiare completamente nudi, affinché nulla fungesse da impedimento ai loro movimenti. Oggi, invece, l'indumento sportivo è diventato indispensabile, non solo perché gareggiare in costume adamitico di fronte al pubblico mondiale sarebbe giudicato alquanto sconveniente (per quanto... chissà), ma soprattutto perché il capo tecnico è sempre più funzionale al raggiungimento del risultato. Lo abbiamo visto a proposito della mostra in corso a Prato, al Museo del tessuto.
Anche Londra paga in questo periodo olimpico il proprio contributo al tema affascinante dell'evoluzione del costume in ambito sportivo, con una mostra che si è appena inaugurata presso il prestigioso Victoria & Albert Museum (vedi sito). Fashion v Sport, aperta al pubblico fino al 5 gennaio 2009, ripercorre questa lunga storia, la quale, come abbiamo visto, affonda le sue radici in tempi antichissimi.
Ai Giochi Olimpici di Pechino tutti gli atleti sfoggeranno divise ideate appositamente per l'evento e le griffe hanno fatto a gara per aggiudicarsi le commesse: basta considerare il fatto che, secondo le previsioni, oltre quattro miliardi di persone assisteranno in tv alla cerimonia inaugurale. Un evento davvero planetario...
Gli statunitensi vestiranno divise del più patriottico fra gli stilisti d'Oltreoceano, Ralph Lauren, mentre il team britannico sarà "griffato" Adidas. I cinesi, che coltivano il sogno di dominare il medagliere a scapito degli americani, hanno scelto Nike. E gli italiani? Loro vestiranno Freddy, il brand specializzato in capi tecnici e per il tempo libero fondato a Chiavari da Carlo e Roberta Freddi. Un bel colpo, non c'è che dire. Ma chi sarà la nazionale più elegante? Tra pochissimo lo sapremo.
(18:03 - 22 ago 2008)
















